Una invincibile sconfitta

Adesso che ho compreso che la nostra è stata un’invincibile sconfitta, solo  ora posso rientrare nella giardino della nostra stellina. Il pubblico silenzio è stato la migliore difesa e la maggior forma di rispetto per Ester e per noi.

Silenzio che lentamente mi ha permesso di comprendere che non tutto è in mano nostra, tante cose sfuggono al nostro controllo e continueranno a sfuggirci, ma che abbiamo fatto quello che potevamo  e dovevamo, nel miglior modo di cui siamo stati capaci. Ecco in cosa consiste un’invincibile sconfitta.

Non assomiglia per niente ad una invincibile resa : questa è stata offerta pubblicamente dalla Repubblica Italiana e dai suoi rappresentati appartenenti alla magistratura e scienza medica. Resa a logiche lontanissime da una qualsiasi idea di giustizia e serietà scientifica. Resa che si è mostrata nella forma di un inno all’arroganza, alla superbia, alla totale mancanza di rispetto verso Ester e verso di noi.

Anche di questo  mi sono ritenuto responsabile per lunghi anni, soprattutto in questi ultimi mesi, come se le decisioni della magistratura fossero dipese da una qualche nostra mancanza :  abbiamo pensato di esserci sbagliati nella scelta degli avvocati, di essere stati pochi chiari e duri nella nostra denuncia, di aver combattuto una battaglia  senza avvalerci di polemiche sui mezzi di informazione.  E responsabili di tante altre cose che è inutile elencare, chi legge il nostro blog pensa possa capire.

Poi un giorno di Ottobre ascoltando una canzone di Cohen ( A Thousand Kisses Deep) ho improvvisamente realizzato che stavo completamente sbagliando: non è dipeso da me, da noi e  da chi ci ha aiutato con tutti i suoi pregi e difetti. I soli responsabili di quanto accaduto durante la nostra battaglia sono coloro i quali hanno fatto certe scelte, hanno scritto certe “perizie” (faccio sempre fatica a chiamarle con questo nome) , hanno scritto e depositato certe motivazioni.

Noi abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità e forse qualcosa di più .

Consentiteci un piccolo e personale “J’accuse” : se questi medici dovessero ripetere le gravi negligenze, compiute nei confronti di Ester, su altri bambini la comunità saprà chi ritenere  moralmente ( e non solo) responsabile.

PS: durante questo periodo ho anche immaginato un vero giardino dedicato a Ester (intendo fatto di alberi e piante) , un giardino da cui sia possibile ammirare il cielo stellato e ho immaginato la realizzazione di un vero e proprio ospedale pediatrico anche qui da noi in Romagna. 

 

 

 

 

 

 

 

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