Associazioni Pindariche

Oggi voglio mettere per iscritto tre riflessioni fatte nelle ultime 24 ore.  Probabilmente vi appariranno non in relazione fra loro ma, almeno per me, c’è un filo che le tiene insieme. Spero diventi visibile anche a voi.

La prima, ma ultima in senso cronologico, è di stamattina quando ho letto la notizia sul caso Cucchi : la Procura di Roma ha richiesto il rinvio a giudizio per omicidio  preterintenzionale  dei tre carabinieri che lo arrestarono.

Non ci si può dire contenti per una fatto come questo ma vorrei esprimere la mia grande, immensa ammirazione per la famiglia e la sorella di Cucchi : hanno lottato come leoni contro un nemico infido, per riuscire a portare alla luce la verità e chiedere giustizia.   In un qualche modo siamo in grado di capire benissimo cosa hanno dovuto affrontare, anche se noi siamo usciti sconfitti dalla nostra lotta : probabilmente in Italia è più facile vedere rinviare a giudizio un poliziotto o carabiniere che un medico, ma almeno questo rinvio a giudizio fa ben sperare per il futuro.   Per semplice associazione di idee ho pensato anche alla mamma e al papà di Aldrovandi  , alla profondissima ammirazione che provo anche per loro. Probabilmente ,se si può ancora provare un briciolo di speranza per questo paese ( devo ammettere che al momento per me è impossibile), è grazie a persone come loro, esseri umani che non hanno mai smesso di lottare mostrando sempre la loro fiera dignità.  Li voglio ringraziare pubblicamente e assieme a loro ringraziare anche tutti coloro che hanno compiuto battaglie uguali senza che ne sia a conoscenza.

La seconda riflessione è di ieri mattina.  Mi è venuto in mente un mio pensiero di qualche anno fa, quando scoppiò un caso riguardante dei falsi invalidi.  Mi ricordo che su Facebook ( allora ero ancora in questo mercato urlante) scrissi :

Il problema dell’Italia non sono i falsi invalidi bensì i FALSI VALIDI.

Bene, penso che quanto successo a Ester,  i fatti riguardanti la nostra battaglia, mostrino benissimo a tutti, il senso di questa mia frase, che all’epoca ( Ester era ancora viva) voleva essere solamente una battuta. I falsi invalidi al massimo rubano qualche spicciolo, fanno danni erariali, ma i Falsi Validi mettono continuamente a repentaglio la vita delle persone : loro possono causare morti col loro lavoro o la loro attività( i casi di cronaca che lo mostrano sono purtroppo innumerevoli), un falso invalido no.  Guardiamoci bene dagli specchietti per le allodole anche perché nel 99% dei casi i falsi validi non pagano mai per i loro “errori”.

Ultima riflessione è nata dalla chiacchere fatte ieri verso orario di pranzo con due amici , Lorenzo e Marcello, sulla situazione di Ravenna.  Marcello mi ha fatto conoscere una descrizione di Porto Corsini/Ravenna fatta da Pierpaolo Pasolini che voglio condividere nel giardino della nostra Stellina :

Porto Corsini, agosto

Spiaggia per soli ravennati. Che arrivano ai loro stabilimenti, contro il mare di lacca, sulla spiaggia di calce.Il canale del porto giunge fino in mezzo al mare, con due braccia sottili di massi. Qui infuria la ragazzaglia della periferia, del contado, del proletariato che lavora alle fabbriche che l’ENI ha costruito lungo il canale da Ravenna a qui, quasi nuove cattedrali, nuovi Sant’Apollinari.Mai vista tanta rozzezza e violenza. Ravenna, isola, area marginale e quindi conservatrice. Bizantini? Goti? Questi giovani, piccoli di cranio, grossi di mascella, nasuti, sono scatenati. Non fanno che buttarsi e uscire dal canale, con urla animali. Due, sui massi, rincorrendosi, si sputano addosso, per scherzo, scatarrando e urlandosi a pieni polmoni “Sumèr, sumèr!” (somaro). Giù nel canale, tre giovani lanciano la loro barca a vela, per divertimento, contro quelli che fanno il bagno: roba da lasciarli secchi, da spappolargli il cranio.

Pierpaolo Pasolini da  “La lunga strada di sabbia”. 

 

Non chiedete proprio a me di smentire questa “sentenza”: con quello che abbiamo dovuto vivere direi che il 90% della popolazione ravennate sia addirittura peggio di quanto descritto da questo amato autore.  Non penso di sbagliare dicendo che negli anni Ravenna è addirittura peggiorata, ma  purtroppo anch’io sono nato in questo luogo,   faccio anch’io parte di questo orrido affresco  e me ne vergogno assai. 

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