Qualche parola sulle vaccinazioni – seconda parte

Vaccini
Vaccinazione

Caffè preso, ora posso metter su Dream e In a  Landscape di John Cage suonato da Stephen Drury e completare il discorso sulle vaccinazioni.

Purtroppo in questi giorni si sta assistendo alle previste conseguenze  di una  giusta campagna pro vaccinazioni condotta però con argomentazioni allarmistiche  che hanno ridotto la discussione su questo tema ad uno scontro fra tifosi.

Si è continuato per mesi  a colpevolizzare  i genitori di bambini non vaccinati indicandoli come untori di possibili epidemie future (intendo non ancora in atto) di pertosse, morbillo e relativi decessi, usando  una strategia che potremmo definire del panico (catastrofismo) : strategia che ha dato i suoi frutti nelle leggi regionali che vietano l’ingresso agli asili ai bimbi non vaccinati. Invece di argomentare solo razionalmente con evidenze scientifiche a favore delle vaccinazioni  si è cercato di far leva sulla paura del contagio, sulla parte irrazionale propria di ogni individuo. 

Ma cosa succede quando questa strategia si somma alla paura del contagio da una malattia molto pericolosa , la meningite (mortalità del 10-15 %, dati ISS che la procura e il tribunale di Ravenna hanno ignorato ) ?    Succede che, essendo stato correttamente spiegato loro che esiste un’unica arma di prevenzione possibile contro questa malattia , tantissime persone corrano a richiedere la vaccinazione.

Ma succede anche  che le stesse istituzioni sanitarie cambino improvvisamente registro nelle comunicazioni ufficiali : se prima utilizzavano toni allarmistici ora tendono a tranquillizzare spiegando che non c’è alcuna epidemia, che statisticamente non ci sono incrementi dei contagi o dei decessi e che quindi non è necessario correre a vaccinarsi.  Anche se in questo caso i contagiati e i morti sono reali e non solo possibili.

A me pare che ci sia qualcosa che non torni in questo atteggiamento altamente oscillante che porta  a creare allarme per possibili ipotetici futuri eventi,  scenari… e minimizzare invece sugli eventi realmente presenti. Mi sembra di essere davanti ad un comportamento un tantino bipolare.  Come minimo si crea insicurezza, si dà involontaria sponda a teorie del complotto e anti vacciniste.  

In realtà penso che il rigore e la serietà premino sempre e debbano essere un faro-guida anche nelle dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti delle istituzioni scientifiche sanitarie italiane (la forma è sempre anche sostanza) : spero che in futuro vengano sempre evitati, nelle dichiarazioni, sia i toni allarmistici/catastrofici  che quelli eccessivamente rassicuranti . Lasciamo che a utilizzare questi toni ci pensino i soli  politici.

Mi piacerebbe inoltre che , alla giustissima paura  davanti a malattie come la meningite, si potesse semplicemente rispondere  col  dire e garantire  che lo Stato e le Autorità sanitarie stanno  facendo il possibile per reperire i vaccini   ma anche che stanno facendo il possibile affinché il personale ospedaliero sia preparato e formato per  diagnosticare questa malattia.  

Perché nella malaugurata ipotesi che una persona si ammali di meningite, poco interessa a questa  e ai famigliari qualsiasi discorso  da addetti ai lavori, su vaccini o sulle statistiche , a loro interessa soltanto  che la diagnosi sia effettuata il più rapidamente possibile e la cura, somministrata nel più breve tempo possibile.  Come è scritto in tutti i manuali, siti ufficiali, documenti ospedalieri : più tempestiva è la diagnosi, maggiori sono le chance di sopravvivenza. 

Vi chiederete perché insista tanto su questo discorso, ve lo posso spiegare subito: abbiamo dovuto provare sulla nostra pelle quanto sia “difficile” (Nda :  tono ironico) far giudicare un medico in Italia, anche quando concausa la morte di una bambina di 10 mesi , pertanto riteniamo intollerabile che le Autorità sanitarie e/o alcuni medici pubblicamente confondano il ruolo di medico con quello di giudice . 

E adesso due precisazioni :

  • Nel precedente post sui vaccini avevo parlato dei miei dubbi sull’efficacia dei vaccini sulla meningite avanzando l’ipotesi che forse questo tipo di malattia non sia possibile sconfiggerla solamente attraverso quest’arma. Nelle mie ricerche ho trovato un articolo di Emilia Romagna Mamma  in cui la Dott.ssa Raffaella Angelini direttrice del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl Romagna afferma quello che io, per mancanza delle giuste competenze, non sono riuscito ad esprimere correttamente ma che avevo intuito purtroppo per esperienza:

Chiaro, però, che il decorso rapidissimo che spesso hanno le malattie invasive batteriche fa sì che la memoria immunitaria delle persone vaccinate anche anni prima a volte non sia in grado di ricostruire gli anticorpi necessari a combatterla”.

Qui trovate l’articolo completo.

  • Vorrei anche meglio chiarire cosa intendevo quando scrissi che forse abbiamo ancora troppe cose da capire sulle meningiti batteriche : mi riferivo a ricerche e indagini ancora in corso, come quella che cerca di capire esattamente come facciano certi batteri piuttosto che altri a superare la barriera  emato encefalica che protegge il nostro cervello.  Un pezzo di questo intricato puzzle, che ci auguriamo possa essere completato il prima possibile, sembra essere  stato aggiunto da Lisa Craig con un articolo pubblicato nell’Ottobre scorso, anche se solo limitatamente al meningococco .  Qui trovate un breve riassunto esplicativo. 

Ovviamente per essere completato il prima possibile sarà necessario che vengano spostati i finanziamenti per la ricerca medica anche verso queste aree : cercheremo di contribuire nel nostro piccolo anche a questo col nostro blog e la nostra attività.

Ultimo secondo : mentre mi accingo a pubblicare questo post sento dalle anticipazioni di una nota trasmissione televisiva che il Ministero della Salute lancerà una nuova campagna vaccinale contro la meningite. Se non ho sentito male, domani lo sapremo, e tutto venisse confermato potrei già dire con certezza che …the best is yet to come. (Nda : amarissima ironia)

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