Qualche parola sulle vaccinazioni.

Vaccini
Vaccinazione

Quello che abbiamo dovuto vivere e affrontare mi spinge ad esprimere la nostra posizione sul tema delle vaccinazioni.

Vorrei iniziare con le parole di  Sabin,  il medico che realizzò il più diffuso vaccino anti polio  : « Tanti insistevano che brevettassi il vaccino,  ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo »

Mi sembra un ottimo incipit Natalizio.

Non posso dirlo con certezza , visto che non ho compiuto ricerche approfondite in merito, ma direi che lo spirito che guidò Sabin sia  poco seguito attualmente da chi produce e propone le vaccinazioni.  Sarebbe, invece, molto utile che non ci fossero diritti d’autore da pagare per i vaccini, almeno quelli che si somministrano in età pediatrica.  Questo aiuterebbe a eliminare i dubbi e sospetti che dietro le campagne per la vaccinazioni ci siano  logiche di  marketing e non propriamente medico-scientifiche.  Darebbe anche più autorevolezza ( parola che non va mai confusa con autorità) ai medici e ai ricercatori che lavorano nel settore e riescono a realizzare vaccini sempre più efficaci e verso un numero sempre maggiore di virus e batteri.

Una maggiore autorevolezza sarebbe richiesta anche  ai rappresentanti delle istituzioni mediche e sanitarie : non è professionalmente e umanamente corretto indicare untori, soprattutto pubblicamente, senza alcuna prova o ricerca svolta.

Mi riferisco a delle errate affermazioni fatte dal presidente dell’ISS, durante una trasmissione TV della Rai andata in onda lo scorso anno (2015). Parlando della morte di una bambina di un mese per pertosse a Bologna,  avvenuta pochi giorni prima, disse che sicuramente l’infezione era stata trasmessa da un amico, non vaccinato, del fratellino della vittima. Purtroppo, come si seppe da responsabili di pediatria locali in una conferenza tenuta a Cesena sul tema dei vaccini, la malattia era stata trasmessa dalla madre: ecco perché anche in Italia  per la pertosse si consiglia di adottare la strategia Cocoon.

Queste affermazioni errate danneggiano il lavoro di quei medici che propongono le vaccinazioni  ragionando e dialogando con i genitori e cercando di farne capire l’importanza, focalizzandosi solamente sulla salute del loro figlio, senza farli sentire responsabili di possibili effetti sociali.

E’ secondo me molto pericoloso usare la  Herd Immunity ( immunità di gregge)  per convincere a vaccinare : si rischia di uscire dal campo scientifico e  di alimentare errate cacce all’untore.

Per quanto mi riguarda ho sempre vaccinato i miei figli (anche se purtroppo ad Ester non è servito) e continuerò a farlo, ma esigo dai medici meno catastrofismo, meno allarmismo , più serietà scientifica.

L’unico approcio corretto e praticabile sul tema è quello espresso da diversi medici ( come la Dott.ssa Azzari del Meyer di Firenze)  che trovate in questo articolo on-line : “Vaccini, prima degli effetti sociali viene la salvaguardia del bambino”

Anche se devo ammettere che non riesco ad avere la sua (della  Azzari)  sicurezza sul vaccino per  meningite da meningococco  di tipo C.  Dagli ultimi casi di infezione riscontrati in Toscana  sembra  proprio che ci siano dei problemi di efficacia .

Non è che ci siano ancora troppe cose da capire sulle meningiti batteriche  e che,  allo stato attuale, ma forse anche in futuro, non sia possibile sconfiggerle con la sola  tecnica della vaccinazione?

Sicuramente al momento disponiamo di questa  sola arma per PROVARE a prevenire alcune  meningiti batteriche, non abbiamo altri mezzi disponibili e sarebbe sciocco privarsene, ma eviterei di avere e  comunicare false sicurezze.

Purtroppo ho sentito anche alcuni professionisti  parlare di sconfiggere la meningite con le vaccinazioni : questo  al momento non è assolutamente possibile anche perché  per alcuni sierotipi batterici  ancora non esiste vaccino o, se esiste, non è somministrabile a bambini sotto una certa età, perché il sistema immunitario non svilupperebbe la reazione corretta e la produzione di anticorpi ( vedi proprio il tipo di batterio che ha concausato la morte di nostra figlia) .

In ultimo vorrei suggerire ai medici di evitare una malattia endemica e non estirpabile in Italia : quella del predicare bene e razzolare malissimo.Non si possono fare allarmismi, prevedere epidemie e catastrofi, chiedere di vaccinare tutti i bambini e poi non dare il buon esempio: ci sono statistiche preoccupanti sulle vaccinazione dei medici italiani ospedalieri e di base.  Ad esempio risulta che solo mediamente il 30% si vaccini contro l’influenza stagionale: malattia che può essere terribile per pazienti ricoverati negli ospedali.  Penso che lo stesso capiti per molte altre vaccinazioni.

Sarebbe ora che l’ISS iniziasse  ad affrontare seriamente e pubblicamente anche questo problema : darebbe molta più forza alle sue posizioni sui vaccini..

→Vai alla seconda parte.

 

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