I primi tre mesi – Prima parte

 

E’ ora di finire il racconto di quanto accaduto .
Riprendiamo il discorso dove lo avevamo lasciato prima della vergognosa e penosa ordinanza del tribunale.
Lo scritto che leggerete è del 15/08 , due settimane prima che ci comunicassero l’archiviazione.
Ritengo sia ancora più importante ora continuare a raccontare quanto accaduto perché tutta la vicenda è in qualche modo paradigmatica.

Penso possa chiarire le idee a molte persone , senza bisogno di mie spiegazioni particolari. Il solo raccontare basta a chi vuol sentire e vedere. Per gli altri inutile qualsiasi sforzo : semplicemente non c’è speranza.

Il 16 Maggio 2013, a quasi 90 giorni dalla morte di Ester, depositiamo una querela/denuncia contro ignoti al tribunale di Ravenna.
Lo facciamo dopo aver invano atteso per 3 mesi che qualcuno da parte dell’Ausl, dallo studio pediatrico  si scusasse almeno privatamente con noi , dopo aver inutilmente atteso un’indagine interna da parte dell’ospedale.
Col senno di poi quanto siamo stati sciocchi a  sperare in qualcosa di anche solo vagamente simile ad un segno di rispetto verso Ester e verso di noi.
Mi è impossibile, e sarebbe inutile, raccontare la nostra vita durante quei 3 mesi : come Maria sia stata, e sia ancora, la roccia su cui si è retta, e si regge la nostra famiglia; come l’amore di Diana, la nostra figlia più grande, per il suo papà,  mi abbia liberato dal letto che iniziava ad assomigliare sempre più ad una bara. Inutile perché questo blog non ha alcun intento o fine pietistico, in questo giardino è vietata la commiserazione : qui parleremo di una battaglia  e dei suoi risultati. Posso solo condividere i fatti, i pensieri, le riflessioni   che ci hanno portato a rivolgerci al tribunale : non per richiedere un risarcimento ( che schifo di parola e concetto , se riferito a quanto accaduto), ma per far valutare alla procura la possibilità di  una eventuale grave colpa medica.

Il 21 febbraio vennero pubblicati sulle testate locali articoli in cui, a causa di un “omissivo” comunicato stampa dell’Ausl, si ricostruivano i fatti solo a partire dal 19/02/2016 : nessuno portava a conoscenza dei lettori il primo accesso al PS del 16/02/2016 e la “diagnosi” effettuata quel giorno.
Oltre agli articoli di cronaca, venne pubblicata un’intervista al rappresentante dei pediatri di base nella quale difendeva la categoria, dicendo che in quel periodo, causa il picco influenzale, erano stracarichi di lavoro : lavoro che però svolgevano con massimo impegno verso i pazienti.

Il portavoce ribadiva l’importanza delle vaccinazioni: aspetto per noi incomprensibile dato che Ester era stata vaccinata con tutti i vaccini previsti (obbligatori e consigliati).
N.d.A. : in quei primi giorni NESSUNO estraneo ai fatti poteva essere a conoscenza della mancata visita da parte dello studio pediatrico di base. Non rilasciammo alcuna intervista e la denuncia era ancora molto lontana.

Questa “strana” intervista e l’omissivo comunicato stampa Ausl ci hanno offeso in modo grave e gratuito, colpendoci nell’amore per nostra figlia : ci hanno volontariamente fatto apparire come due genitori balordi che hanno sottovalutato il malessere di Ester. Allo stesso tempo questo tentativo di occultare e distogliere l’attenzione da quanto accaduto ci ha rafforzato nella nostra convinzione che il comportamento tenuto dai medici, esclusi quelli che si adoperarono per salvarla nelle ultime 12 ore di vita, fosse stato gravemente negligente e totalmente superficiale.
Pochi giorni dopo a questi articoli, l’Ausl ci comunica che il germe responsabile della morte di Ester è un pneumococco di stereotipo 10A, per il quale non esisteva e credo non esista ancora vaccino efficace prima dei due anni di età.

Nello stesso periodo, circa una settimana dopo il 20 Febbraio, il primario di terapia intensiva pediatrica di Cesena, ci convoca per quello che al telefono ci definisce “il racconto” di quanto accaduto.

Ci garantisce la presenza del primario di pediatria di Ravenna, ma arrivati a Cesena scopriamo che da Ravenna , causa importanti impegni , non è potuto venire nessuno.
Ci saremmo aspettati dall’Ausl una seria indagine interna: ma non arrivò neanche questa. Nessuno mise in discussione l’operato dei medici che ebbero o avrebbero dovuto avere in cura Ester.

Ora voglio essere duro e diretto, brutale : noi genitori sappiamo già che i medici in questione sono colpevoli e hanno sbagliato.
Magari non riusciremo a dimostrarlo in un tribunale, ma noi sappiamo e loro sanno meglio di noi di aver commesso, non un banale e insignificante errore, bensì una gravissima negligenza : non si tratta una paziente di 10 mesi nel modo in cui è stata trattata Ester fino al 19 febbraio 2016.

Prima ancora che alle linee guida , questi professionisti hanno mancato di seguire il moderno giuramento medico. Non ci siamo rivolti alla giustizia per appurare l’ovvio ma per evitare che nessun altro bambino a Ravenna debba subire la “superficialità” capitata a nostra figlia.

2 risposte a “I primi tre mesi – Prima parte”

    1. Pensa che mi ha telefonato per anticiparmi l’esito delle analisi sul campione, prima di informare i giornali.
      Per iniziare la telefonata, dopo le presentazioni, mi ha detto : Sono padre anch’io , la capisco.
      Volevo rispondere : Ma cosa stai dicendo? proprio tu che hai omesso la prima visita nel comunicato stampa? Ma come fai a dire una emerita cavolata come questa?
      Purtroppo non avevo all’epoca le forze per reagire. Comunque ho dovuto scoprire che questa frase di circostanza , falsa e ipocrita, viene usata da tantissimi medici , soprattutto da quelli che ti stanno dando una coltellata : medici legali in primis.

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