Da Sabato 16/02/2013 pomeriggio a Mercoledì 20/02/2013- ore 02.10 del mattino .

 

Sabato 16 Febbraio 2013 dopo la prima visita 

Nel pomeriggio dopo la prima visita al PS, la febbre rimane molto alta, sempre tra 39° e 40°, e la bambina mangia pochissimo: anche le poppate al seno della madre sono scarse e molto brevi. Durante la notte Ester dorme tenendo le gambe piegate sotto la pancia, come accovacciata, la cosiddetta posizione a canna di fucile,  e ha frequenti episodi di flatulenza.

Domenica 17 febbraio 2013

Anche nella giornata seguente permane febbre alta, la bimba rimane priva di vivacità ed è stranamente inattiva. Si verifica anche un episodio di vomito, subito dopo il pasto e dopo la prima somministrazione di Nurofen (farmaco mai assunto in precedenza), e si rilevano anche feci di colore giallognolo e meno consistenti del solito. Nel pomeriggio della stessa giornata per tre ore la febbre si abbassa fino a sparire. Ester continua a mangiare poco. Durante la notte inizia a piangere abbastanza spesso ed ogni volta che viene presa in braccio o spostata di posizione; per tutta la nottata.

Lunedì 18 febbraio 2013

Il lunedì seguente ritorna febbre intorno ai 40°, che non si abbassa nonostante la somministrazione di Tachipirina.  Ester continua a dormire con le gambe piegate e notiamo la comparsa di macchioline violacee sui piedi che scompaiono alla pressione per poi riapparire.   ( scopriremo solo troppo tardi essere le famose petecchie , noi pensammo fossero macchie dovute alla strana posizione in cui dormiva, accovacciata sui piedi). La bambina rimane fiacca ed inattiva e continua ad alimentarsi pochissimo. Data la situazione, considerando altresì che la febbre non accenna a diminuire, anche sulla base di quanto prescritto in Pronto Soccorso, nella stessa mattina di lunedì decidiamo di chiamare la nostra pediatra di base. La pediatra è assente per ferie all’estero ma la segretaria al telefono fissa un appuntamento per il pomeriggio del giorno seguente con un collega dello studio (4 medici). Preoccupati dalla situazione che non migliora, telefoniamo nuovamente per cercare di ottenere un appuntamento in giornata.  Chiamiamo una prima volta dopo le 15 e siamo invitati a richiamare più tardi); la seconda telefonata viene effettuata dopo le 17. Considerato che la pediatra di riferimento è in ferie, la mamma di Ester parla al telefono con il sostituto, Dott.  WWWW descrivendole lo stato della bimba e pregando di visitarla in giornata.  

Il Dott. WWWW  rassicura telefonicamente la mamma, anticipando che la febbre sarebbe rimasta alta per altri giorni, dicendole di non preoccuparsi se la bimba mangiava poco. Lo stesso Dott. WWWW invita a fare bere molto Ester (acqua, latte materno, Idravita) ed a proseguire nella somministrazione di Tachipirina e Nurofen come da istruzioni del Pronto Soccorso; la stessa non ritiene di dover effettuare una visita in giornata, nonostante la preoccupazione e le richieste mamma, così confermando l’appuntamento solo per il pomeriggio del giorno seguente. 

Martedì 19 febbraio 2013

Durante la notte, verso le ore 3, viene somministrato Nurofen, la febbre si abbassa e la bimba si addormenta senza più piangere.

La mattina la febbre risulta essere attorno ai 37,4°. La bambina durante la colazione sembra stare leggermente meglio, muove il braccio per giocare con il mio telefonino e beve tanto. Dopo un’oretta inizia però a fare degli strani lamenti, diversi da quelli dei giorni precedenti, e viene messa a riposare a letto.  Verso le ore 13, prendo in braccio Ester per darle da mangiare: lei inizia a roteare gli occhi e ad urlare senza riuscire a controllare la testa, che cade su sé stessa sia avanti che indietro che lateralmente.

Compresa immediatamente la gravità della situazione, grazie anche all’aiuto di alcuni vicini di casa, porto la bambina al Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale di Ravenna. 

Qui Ester viene visitata dal Dott. ******* e dal Dott.#####  i quali eseguono una serie di esami, di trattamenti e di accertamenti. Nel momento in cui dall’esame microscopico del liquor si evidenzia la presenza di pneumococco, il Reparto prende contatti con l’Unità Operativa di Terapia Intensiva Pediatrica di Cesena stante la diagnosi di sospetta meningite pneumococcica,poi confermata. Stante il precipitare delle condizioni cliniche, Ester viene trasferita d’urgenza in ambulanza all’Unità Operativa di Terapia Intensiva Pediatrica dell’Ospedale Bufalini di Cesena, dove giunge con diagnosi di meningite da pneumococco.

Mercoledì 20 febbraio 2013

Purtroppo a nulla servono i trattamenti e le terapie eseguite: la nostra bimba muore alle ore 2:10 del 20/02/2013.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.