Il primo accesso al PS – 16/02/2013

Per comprendere ciò che ci ha spinto ad iniziare la nostra battaglia legale è necessario raccontare, il più precisamente possibile come  si svolse il primo accesso al PS, quello del sabato mattina 16/02/2013 e mostrarvi relativa scheda di dimissioni, anche per non doverci più tornare sopra in seguito. La sera prima verso le 22, mentre Ester gioca con noi all’improvviso cade e sbatte la testa nella parte posteriore sul pavimento in marmo.Mi allarmo subito, c’è qualcosa di strano, qualcosa che metterò a fuoco solo molto tempo dopo. Mia figlia rimane a terra piangente e lamentosa, senza riuscire a alzarsi. Alle 2 di notte compare una febbre molto alta che ci preoccupa subito. Pensiamo a un trauma cranico : con una piccola torcia verifico che le pupille reagiscano alla luce. Decidiamo di attendere fino alla mattina per portarla in PS.

Quando arriviamo, raccontiamo quanto accaduto a un medico non specialista  che, dopo aver  rilevato la temperatura corporea di 40°, somministra un antipiretico per via rettale e decide di inviare nostra figlia in pediatria per visita specialistica. Sulla scheda annota la temperatura, l’assenza  broncospasmo e riporta l’episodio di febbre con diarrea della settimana prima.

Troviamo la sala di aspetto di pediatria quasi vuota : prima di noi solamente una mamma con bambino , poco dopo arriva un’altra famiglia con bambina con febbre oltre i 39°.

A differenza di Ester, che rimane sempre in braccio alla mamma praticamente immobile e molto mogia, la bambina riesce a giocare, ridere, camminare come fanno in genere i bambini piccoli quando hanno una normale febbre o influenza.

Quando entriamo  raccontiamo al  pediatra lo stato di nostra figlia. Il quale ci risponde subito :

“Pensavate di esservela cavata?  E’ il ritorno dell’influenza della settimana prima!”

Facciamo presente che ha sbattuto la testa: si limita a far sedere Ester sul lettino ,tastare la parte posteriore della nuca per verificare la gravità del trauma (non come qualche medico legale tenterà di far credere, manipolando il nostro racconto, per verificare la rigidità nucale : questa si controlla da stesi non da seduti). Controlla poi le pupille e appoggia la mano sulla fontanella per verificare un eventuale rigonfiamento post traumatico. N.d.A. : col senno di poi penso si sia limitato soltanto a verificare la gravità del trauma ed escludere compressione cranica. Subito dopo aver concluso queste brevissime operazioni se ne esce con delle parole che non scorderemo mai :

“Se la botta alla testa fosse stata grave vostra figlia non sarebbe qui, ma sarebbe già morta”.

Aggiunge anche :

‘State tranquilli, l’influenza che gira quest’anno è molto forte, resterà così mogia per 2-3 gg poi migliorerà’.

Infine ci congeda dopo aver completato la scheda di dimissioni senza neanche ricontrollare la temperatura e se l’antipiretico avesse fatto  effetto : tutto questo continuando a rassicurarci e tranquillizzarci.

Esame obiettivo : Febbre con alveo diarroico. Come avesse fatto a riscontrare alveo diarroico senza togliere il pannolino e con una visita così breve rimane ancora da spiegare.

La visita dura 4 minuti : dalle 13.11 alle 13.15 come riportato nel referto.

Per favore non chiedetemi come una visita del genere abbia potuto tranquillizzarci: è qualcosa che ancora non mi perdono. La testa di un genitore, alle volte, funziona in un modo veramente strano.

P.S: analizzeremo in  altro post cosa è previsto che un medico debba fare per arrivare a formulare un diagnosi plausibile, se non addirittura corretta, in casi del genere. Cosa è previsto non da me, ma dalle linee guida della Società Italiana di pediatria.

 

 

5 risposte a “Il primo accesso al PS – 16/02/2013”

  1. …nessuno può dire di sapere prima come affrontare un cammino, a volte forse ci si convince di aver trovato qualcuno che tende una mano per aiutarti, spesso ci si rende conto che era solo un’ombra…la strada continua in salita. È difficile trovare le parole… non siete soli siamo tutti lì su quella strada , io avrei reagito allo stesso modo in quella stessa situazione.. La fiducia nel prossimo abita solo nelle persone che hanno un grande cuore, e questo non è più tanto comune nelle famiglie che conosco.
    Certo che mi chiedo una cosa: come fa questo dottore ad addormentarsi la sera? A noi è dato il beneficio dell’ignoranza medica, ma lui?
    Seguo ed aspetto altri post,
    a presto
    Beppe

  2. Credo che siate stati attenti,scrupolosi e meticolosi,avete fatto tutto e,anche più, di quello che era in vostro potere…non ci sono parole…vi ammiro siete meravigliosi…
    Un abbraccio a tutti e 5…
    Arveda

  3. Nessun commento, per ora. Ma un grazie, quello si. Perché certe catene si formano, qualche volta in silenzio, lontano dai riflettori, anche per riuscire ad addormentarsi la sera, nonostante i mille errori che la professione medica comporta. E si mantengono salde, riuscendo forse a tenere unito un paese che altrimenti, come sappiamo anche dalla storia di Ester, sarebbe già a pezzi.

  4. dal momento della nascita di un figlio, sembra che la società intera si coalizzi per farti credere di essere “troppo ansioso”, “troppo preoccupato”. Questa sensazione viene amplificata ancora di più quando tuo figlio è ammalato . Ci sono medici che ascoltano con pazienza i genitori, perchè sanno che loro hanno il polso della situazione, che loro sanno che quel determinato sintomo, che pur rientra in quadro generale di normalità, sul loro bambino è inusuale. E poi ci sono gli altri medici, quelli che ti guardano come un povero mentecatto che va a disturbarli per una quisquilia, quelli che sono insofferenti se tu racconti che c’è qualcosa di strano, che non aveva mai reagito così. Purtroppo ne ho conosciuti anche io e sono stata fortunata ad avergli sottoposto solo patologie non gravi. Non avete niente da rimproverarvi.

  5. Siete molto coraggiosi. Sono colpita dall’intensità con cui avete deciso di raccontare la vostra storia così dolorosa. Un abbraccio

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